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Un mestiere che, con l’esplosione del settore del “beauty & wellness”, sta vivendo una stagione di grande fortuna, in attesa che il Parlamento legiferi per regolamentare nuove professionalità legate alla cura del corpo.
Al momento l’estetista è l’unica figura che può legittimamente “mettere le mani addosso” alla gente e rappresenta una possibilità di successo per trovare lavoro e crearsi una carriera, magari da imprenditrici. Sa prendersi cura del corpo come nessun’altra figura, attenta alle infinite possibilità che la scienza estetica ormai mette al servizio della bellezza e del benessere. E mentre in passato tra le sue clienti sfilava quasi solamente la società “bene” oggi ad affidarsi alle sapienti mani dell’estetista sono davvero tutti, o quasi, senza più limitazioni di età, sesso, gruppo sociale. Donne e uomini. Giovani e meno giovani. Professionisti, casalinghe, studenti. Tutti attratti dalla possibilità, oltre che di migliorare il proprio aspetto, di vivere una parentesi di benessere tutta per sé.
Ormai è risaputo che il cosiddetto “wellness” sta attraversando una felice stagione nel nostro paese. Basta vedere la velocità con cui sorgono nuovi centri estetici, centri benessere e strutture termali, che si portano con sé un indotto fatto di professionalità e di opportunità di lavoro sia “tradizionali” come quello dell’estetista, sia del tutto inedite.
Ma se il mercato va veloce e chiede il riconoscimento di nuovi mestieri, la legge stenta a rispondere. E così, in attesa che vengano formalizzate nuove figure professionali legate alla bellezza e al benessere, meglio continuare a puntare sui percorsi sicuri e regolamentati. Come quello dell’estetista.

Analizzando le richieste e le necessità di ciascun cliente l’estetista esegue il trattamento estetico del viso, del corpo, delle mani e dei piedi (pulizia del viso, trucco, massaggio estetico, pedicure e manicure estetico, depilazione).
Oltre a questi – che rappresentano gli interventi di base che ogni estetista è in grado di eseguire – il professionista può specializzarsi nei trattamenti più diversi, anche seguendo le richieste di un mercato in continua e rapida evoluzione come quello dell’estetica. La sua attività comunque non può oltrepassare l’ambito estetico e sfociare in quello curativo, che rimane di competenza di altre professionalità (solo per fare un esempio: il podologo, che cura il piede ma da un punto di vista medico e non estetico).

L’estetista lavora in imprese di tipo artigianale, laboratori di estetica, stabilimenti termali, studi medici, centri benessere, e può svolgere la sua attività sia come dipendente che in regime di lavoro autonomo. L’attività può anche essere svolta presso centri che operano in franchising. Utilizza tecniche manuali, ma anche apparecchi elettromeccanici per uso estetico (per trattamenti dimagranti, rassodanti, ginnastica isometrica, drenaggio linfatico e cromoterapia). Si serve di prodotti cosmetici, tra cui prodotti di erboristeria o con azione farmacologica. Nel caso di lavoratore autonomo, un estetista può inoltre doversi intendere di amministrazione e contabilità per curare gli adempimenti fiscali e la burocrazia connessa alla gestione dell’attività.

Sono molte le estetiste che iniziano il loro percorso professionale in qualità di dipendenti e che poi, una volta acquisita la professionalità, l’esperienza e le risorse necessarie, decidono di fare il “grande salto” verso il lavoro autonomo. Diventare imprenditrici è forse il sogno di molte estetiste e certamente uno dei più significativi momenti della vita professionale di questa figura di “esperto della bellezza e del benessere”.

Fonte: Bollettino del Lavoro.

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